Skip to content

Il Professional Mentor

Da sempre tengo da parte, e riutilizzo con dei post, le massime che mi piacciono e di cui condivido il contenuto.  L’altro giorno mi è capitato tra le mani un foglietto a quadretti con la scritta a mano “Le crisi, i dolori, mobilitano le energie in noi”

Mi sono detta che fosse questo ad aver fatto sì che le persone mi definissero un “vulcano”. Mi è stato detto più volte nella vita. Un vulcano di energia, di fare pro-attivo, un vulcano esplorativo, curioso, sempre pronto ad apprendere e a regalare generosamente il suo sapere.

Mi sono detta che forse, anche la mia frase-via “zampillare armonica speranza” è un po’ legato a questo.

L’immagine figurata di questo vulcano virtuale è un accumulo di esperienze: esperienze tecniche, esperienze di vita, esperienze di gioia ed esperienze di dolore.

Zampillare (guarda caso come un vulcano) è per me un restituire. Zampillare è il senso di una vita di apprendimento.

Che questo zampillare sia armonico è essenziale perché dove non c’è armonia c’è sofferenza.

Che questo zampillare porti la speranza che sia possibile quello che non crediamo tale è fondamentale.

Cambiare i confini del proprio mondo si può

La speranza è spesso data da una diversa prospettiva da cui guardare il mondo e gli accompagnamenti di mentoring aiutano a superare i propri confini.

Avere intrapreso un cammino da Mentore è per me, oggi, il completo coronamento di un fil rouge che srotolo da sempre, come nel romanzo “L’Alchimista” di Paolo Coelho, di grande ispirazione, per la me-fanciulla.

Vedere concretamente i risultati del mio aiuto è molto arricchente.

Vedere la serenità, tranquillità e armonia con cui affronto oggi problematiche significative mi mette nella condizione di essere di ispirazione ad altri, significando felicità possibili, nell’accettazione della caducità, della complessità, della caoticità.

Tutto ha un inizio ed una fine, anche noi. Il pensiero onnipotente è un delirio. La realtà è complessa e noi non possediamo la verità, ma una verità (la nostra). L’universo è nel caos e non esiste la possibilità di avere il controllo (soprattutto sugli altri).

La cultura di massa va riconosciuta come tale

Gran parte delle nostre sofferenze ruotano attorno ad ancoraggi che rifiutano l’esistenza di caos, complessità e caducità. Può sembrare assurdo ma il cuore è quello. Accettare ciò, come pure che noi siamo composti da tante parti, anche in conflitto tra loro, che non siamo un tutt’uno granitico, che vogliamo cose in conflitto tra loro, modifica la nostra esistenza in meglio. Il malessere è spesso un segnale che non accettiamo la nostra poliedricità.

Viviamo in una società che cerca di uniformarci con la diffusione di una cultura di massa e questo spreca la nostra unicità, creatività. Questo spreca i nostri talenti. Ribellarsi non è la via (ci emarginerebbe). La via è compiere il viaggio verso il mondo intuito, e poi tornare, conoscendo il linguaggio dei due mondi, per parlare quello della società di massa, a nostro uso, vivendo la libertà dettata dai nostri talenti, senza frustrazioni.

Siamo complessi, ma al tempo stesso è facile, quando ci siamo dati spazio e tempo per ascoltare la nostra intuizione, trovare sentieri da tracciare, compiere nuove esplorazioni.

Cultura dello scarto anche per le esperienze

La nostra società spreca i talenti,  spreca le esperienze perché non sa riconoscere l’altro, perché vive l’altro in confitto, come un avversario o come inutile, ma questo avviene anche perché l’altro, non è in grado di dare nel modo in cui, quello che si porge, possa essere accolto.

Il Mentore sa porgere perché venga accolto. Diventare Mentori insegna a porgere, dopo averne fatto l’esperienza in prima persona. Vorrei concludere questo piccolo excursus con un altra massima “nessuno ti porta dove non è già stato”

Nell’idea corrente, un Mentore è qualcuno che ha un sapere tecnico e te lo mette a disposizione, ma il Mentore è qualcosa di più. Il Mentore, mentre da un lato ti porta il suo sapere tecnico, le proprie esperienze di vita, dall’altro, in modo sotteso e non percepibile, crea le condizioni affinché il Mentee possa tornare a casa con una diversa mappa della sua realtà. Un territorio ampliato dall’apporto di un altro osservatore, formato ed utilizzare strumenti specifici di ascolto.

Il Mentore è un Virgilio dei giorni nostri, un accompagnatore molto utile.

Blog comments