Ci hai pensato: parlare con qualcuno potrebbe aiutarti. Poi arrivano le domande. Da dove comincio?...
Che cos'è un Counsellor Analitico Transazionale?
Un counsellor ad indirizzo analitico transazionale è un professionista della relazione d’aiuto che utilizza l’Analisi Transazionale per accompagnare le persone nella comprensione delle proprie modalità di comunicare, affrontare le difficoltà quotidiane e compiere scelte. Il percorso valorizza le risorse personali e la possibilità di agire con maggiore consapevolezza e autonomia: obiettivi centrali nella definizione del counselling dell’EATA, l’Associazione Europea di Analisi Transazionale.
Nella vita di tutti i giorni, questo può significare accorgersi di dire sempre sì quando si vorrebbe prendere tempo, oppure riconoscere che una conversazione finisce regolarmente nello stesso punto: qualcuno insiste, qualcuno si giustifica, nessuno si sente ascoltato.
Il counselling offre uno spazio per fermarsi, osservare ciò che accade e individuare possibilità diverse.

Quando può essere utile un percorso di counselling?
Una decisione difficile, un cambiamento di ruolo, una relazione che richiede nuovi equilibri: sono situazioni nelle quali può essere utile un confronto professionale. Il lavoro può riguardare la chiarezza delle proprie priorità, il modo di esprimere una richiesta o la capacità di riconoscere e comunicare un limite.
Come indica anche AssoCounseling, il percorso sostiene le capacità di scelta e di cambiamento nelle difficoltà legate alle transizioni e alla vita quotidiana.
Si parte da una domanda concreta: che cosa vorresti comprendere o affrontare diversamente nella situazione che stai vivendo?
Che cos’è l’Analisi Transazionale?
L’Analisi Transazionale, spesso abbreviata in AT, è un modello sviluppato dallo psichiatra Eric Berne negli anni Cinquanta. Studia la personalità e gli scambi comunicativi tra le persone, chiamati transazioni.
Un suo concetto centrale è quello degli stati dell’Io: sistemi di pensieri, emozioni e comportamenti che influenzano il nostro modo di entrare in relazione.
- Genitore: raccoglie modalità apprese dalle figure significative della nostra crescita, come regole, giudizi e modi di prenderci cura.
- Adulto: riguarda pensieri, emozioni e comportamenti in risposta alla realtà presente. Permette di valutare ciò che accade e le risorse disponibili.
- Bambino: comprende vissuti e modalità di risposta legati all’infanzia, nei quali possono esprimersi adattamento, timori, desideri e spontaneità.
Sono concetti per osservare come funzioniamo, senza ridurre una persona a un’etichetta. Tutti e tre gli stati dell’Io comprendono emozioni: anche l’Adulto, spesso descritto in modo troppo riduttivo come la sola parte razionale. I riferimenti teorici sono illustrati dall’International Transactional Analysis Association.
Come lavora un counsellor analitico transazionale?
Il percorso prende forma attraverso un contratto di counselling: un accordo su ciò che la persona desidera ottenere, su come lavorare insieme e sui confini dell’intervento. Un obiettivo condiviso permette anche di riconoscere i progressi.
Immaginiamo una persona che racconti: «Al lavoro accetto tutte le richieste e poi mi ritrovo sovraccarica». Un possibile obiettivo, da concordare con lei, potrebbe essere imparare a comunicare la propria disponibilità prima di assumere un nuovo impegno.
Attraverso l’ascolto, le domande e l’osservazione degli scambi, il counsellor accompagna la persona a esplorare che cosa succede in quei momenti e quali alternative può sperimentare. Potrebbe emergere, per esempio, la possibilità di chiedere una priorità o di proporre una scadenza sostenibile.
Le decisioni restano alla persona. Il professionista mette a disposizione un metodo e una relazione di lavoro nella quale sviluppare le proprie risposte, un metodo per "parlarsi meglio".
Quali sono le differenze rispetto a psicoterapia e coaching?
Il counselling non è una prestazione sanitaria. La qualifica di counsellor non abilita alla diagnosi psicologica, al sostegno psicologico o alla psicoterapia, attività che richiedono le specifiche abilitazioni previste dalla normativa italiana. Quando la richiesta supera il proprio ambito, il professionista orienta verso una figura competente. I confini delle professioni psicologiche sono richiamati dall’Ordine degli Psicologi della Campania.
Anche il coaching può lavorare sulla consapevolezza e sulla crescita personale, come chiarisce la International Coaching Federation. Ridurlo alla sola performance sarebbe impreciso. Per scegliere un percorso conta comprendere il metodo utilizzato, la formazione del professionista e l’adeguatezza dell’intervento alla propria richiesta.
Comprendere le relazioni per ampliare le proprie scelte
Il contributo del counselling analitico transazionale è rendere più leggibili situazioni nelle quali ci sembra di reagire sempre nello stesso modo. Accorgersi di ciò che facciamo, di ciò che desideriamo e delle possibilità disponibili può aprire uno spazio di scelta.
Una domanda da cui partire è: nella relazione che oggi ti mette in difficoltà, che cosa vorresti poter fare diversamente?

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