Chi fa più danni in azienda?
Chi fa più danni in azienda: l'aggressivo o il passivo?
Non sempre il problema è la persona. A volte è il contesto che rende difficile esporsi, assumersi responsabilità o portare il proprio contributo.
Quando il lavoro smette di funzionare, vale la pena osservare non solo i comportamenti individuali ma anche le dinamiche relazionali e organizzative che li alimentano.
Quando pensiamo ai comportamenti problematici in azienda, la nostra attenzione si dirige quasi sempre verso le persone aggressive.
Le riconosciamo facilmente: interrompono, alzano la voce, impongono il proprio punto di vista, generano tensione. La loro presenza si nota e spesso lascia tracce evidenti nel clima lavorativo.
La passività, invece, raramente viene percepita come un problema.
Eppure, in molte organizzazioni, può produrre danni altrettanto significativi.
L'aggressività è visibile.
La passività spesso no.
Per questo motivo tende a essere sottovalutata.
La passività che non sembra passività
Quando parliamo di passività non ci riferiamo alla calma, alla prudenza o alla capacità di riflettere prima di agire.
Parliamo di quei comportamenti attraverso cui una persona rinuncia, più o meno consapevolmente, a utilizzare le proprie risorse per affrontare una situazione.
Può assumere forme molto diverse:
- evitare decisioni che sarebbe necessario prendere;
- aspettare che qualcun altro risolva il problema;
- lamentarsi senza proporre alternative;
- non esprimere bisogni, dubbi o disaccordi;
- rimandare continuamente un confronto necessario;
- dichiararsi impotenti quando esistono margini di azione.
All'esterno questi comportamenti possono apparire innocui.
Nel tempo, però, generano inefficienze, malintesi, sovraccarico per chi si assume le responsabilità e un progressivo deterioramento delle relazioni.
Quando il peso cade sempre sugli altri
In molti gruppi di lavoro si osserva una dinamica ricorrente.
Alcune persone si espongono, prendono decisioni, affrontano problemi e gestiscono conflitti.
Altre rimangono in posizione attendista.
Non necessariamente per cattiva volontà.
A volte per paura di sbagliare.
A volte per mancanza di fiducia nelle proprie capacità.
A volte perché hanno imparato che è più sicuro non esporsi.
Il risultato, tuttavia, è che il peso organizzativo finisce per distribuirsi in modo squilibrato.
Chi agisce si sente sovraccaricato.
Chi evita il coinvolgimento si sente sempre meno competente.
Il gruppo perde efficacia.
Non è raro che dietro molti fenomeni di stress organizzativo si nascondano anche queste dinamiche silenziose.
L'aggressività e la passività hanno qualcosa in comune
A prima vista sembrano opposti.
In realtà condividono un elemento importante: entrambe rappresentano modi poco efficaci di gestire bisogni, emozioni e relazioni.
L'aggressivo invade lo spazio dell'altro.
Il passivo rinuncia al proprio.
In entrambi i casi diventa difficile costruire una comunicazione autentica e una collaborazione adulta.
È proprio in questo spazio che diventa fondamentale sviluppare competenze relazionali che consentano di esprimere bisogni, limiti e opinioni senza prevaricare e senza scomparire.
L'alternativa non è scegliere tra aggressività e passività
Spesso immaginiamo solo due possibilità:
o attaccare,
o subire.
Esiste però una terza strada.
È la capacità di assumersi la responsabilità del proprio punto di vista, esprimendolo con chiarezza e rispetto.
Non significa avere sempre ragione.
Significa partecipare.
Significa contribuire.
Significa riconoscere che il proprio pensiero può avere valore e che il confronto non è necessariamente una minaccia.
Nelle organizzazioni sane questa competenza viene incoraggiata e sostenuta.
Perché il benessere non dipende soltanto dall'assenza di conflitti.
Dipende anche dalla presenza di persone che si sentono autorizzate a pensare, parlare e agire.
Una domanda utile
Quando osserviamo una situazione lavorativa difficile, tendiamo a individuare subito chi alza la voce.
Più raramente ci chiediamo chi sta evitando di prendere posizione.
Eppure, talvolta, il problema non è soltanto chi occupa troppo spazio.
È anche chi ha smesso di occuparne.
Vi è mai capitato di incontrare situazioni in cui il danno maggiore non era causato dall'aggressività, ma dalla passività?
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