Molte persone pensano che la psicoterapia consista soprattutto nel raccontare il proprio passato.
A volte è così, soprattutto all’inizio. Ma non è questo il cuore del lavoro.
Il vero centro della terapia non è ciò che è successo una volta,
ma ciò che continua a succedere oggi.
Sono i comportamenti quotidiani che ci mettono in difficoltà.
Le reazioni che si ripetono.
Le situazioni in cui ci blocchiamo, ci adattiamo troppo, ci perdiamo o ci ritroviamo sempre allo stesso punto.
È lì che il lavoro diventa vivo.
La psicoterapia aiuta a osservare come funzioniamo nel presente,
a riconoscere quei meccanismi automatici che, pur nati per proteggerci, oggi ci limitano.
E soprattutto aiuta a scoprire come possiamo cambiarli, un passo alla volta.
Spesso mi viene chiesto:
“Ma non potrei farlo da solo?”
La risposta onesta è: fino a un certo punto.
Perché vediamo sempre il mondo anche attraverso noi stessi.
E per quanto intelligenti, sensibili o consapevoli possiamo essere,
ci sono angoli ciechi che da soli non riusciamo a vedere.
Serve uno specchio competente.
Qualcuno che sappia restituire ciò che accade senza giudicare,
che riconosca i passaggi delicati,
che sappia quando fermarsi e quando accompagnare oltre.
E questo “specchio” deve essere qualificato.
Perché lavorare su di sé non è improvvisazione: è responsabilità.
C’è poi un aspetto di cui si parla poco, ma che è fondamentale.
La psicoterapia non coinvolge solo la mente: coinvolge tutta la persona.
Perché il cambiamento passa anche dal corpo.
Dormire a sufficienza.
Nutrirsi in modo adeguato.
Non intossicarsi con sostanze che anestetizzano o confondono le emozioni.
Non è moralismo.
È fisiologia.
La terapia smuove emozioni, domande, a volte anche fragilità.
Per poterle attraversare serve un corpo che regga, che sia sostenuto, non sabotato.
Prendersi cura di sé, in questo senso, non è un dettaglio.
È parte del processo.
La psicoterapia non è scavare all’infinito nel passato.
È imparare a stare nel presente in modo più libero.
Con più scelta.
Con più rispetto per sé.
E, soprattutto, con qualcuno accanto che sappia davvero cosa sta facendo.
Negli approcci psicoterapeutici contemporanei, il lavoro sul presente e sulla regolazione corpo-emozioni è sempre più centrale.
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