I confini personali sono la linea invisibile che separa ciò che siamo da ciò che è degli altri.
Definirli e rispettarli non è egoismo, ma un atto di cura verso sé stessi.
Nel coaching, nel mentoring e nel counselling, lavorare sui confini significa aiutare le persone a:
sentirsi più sicure;
evitare sovraccarichi emotivi;
costruire relazioni più autentiche e rispettose.
I confini si manifestano su diversi livelli:
Fisico: spazio corporeo e contatto
Emotivo: cosa lasciamo entrare nel nostro mondo emotivo
Mentale: idee, opinioni, valori
Temporale: gestione del proprio tempo e priorità
Energetico: quanto ci concediamo di investire negli altri
I confini non sono muri, ma filtri e porte.
Possono essere rigidi, permeabili o confusi.
Le ragioni possono essere molteplici:
educazione che premia il compiacimento o la dipendenza affettiva;
paura del rifiuto o dell’abbandono;
difficoltà a dire “no” senza sensi di colpa;
mancata consapevolezza dei propri bisogni.
Confini fragili possono portare a:
stress e esaurimento;
relazioni disfunzionali;
perdita di identità e senso di sé.
Alcuni segnali indicano che i confini sono poco chiari:
ti senti spesso sopraffatto o invaso;
fai cose che non vuoi per paura di deludere;
ti senti colpevole quando esprimi un bisogno;
fatichi a dire “no” anche quando è necessario.
Imparare a dire “no” partendo da situazioni meno minacciose, per poi rafforzare la capacità.
Sapere cosa è davvero importante aiuta a scegliere con chi e come investire tempo ed energia.
Immaginare un “campo di energia” personale che filtra ciò che entra e ciò che resta fuori.
Provare in sessione a dire “no” o a esprimere un bisogno, per acquisire sicurezza.
Chi aiuta (coach, mentore, counsellor) deve saper:
rispettare i confini del cliente;
riconoscere i propri limiti professionali ed emotivi;
evitare dipendenze eccessive o dinamiche di controllo.
Allo stesso modo, aiutare la persona a stabilire confini chiari è un passo verso l’autonomia e il benessere.
Luca, 35 anni, percorso di coaching:
“Fino a poco tempo fa non riuscivo a dire di no. Ero sempre disponibile, anche se poi ero stressato e risentito. Nel percorso ho imparato che dire ‘no’ non è rifiutare una persona, ma rispettare me stesso. Questo ha cambiato il modo in cui mi sento e come gli altri mi percepiscono.”
Definire e proteggere i propri confini personali non è un limite alla libertà, ma la condizione per una libertà autentica.
Quando sappiamo chi siamo e cosa possiamo dare, possiamo scegliere consapevolmente.
E vivere relazioni più piene, rispettose e gratificanti.
Le aziende i cui leader favoriscono la definizione di chiari confini per i propri collaboratori, favoriscono anche eccellenti risultati economici.
Avere confini chiari non significa essere egoisti, ma proteggere la propria energia e stabilire relazioni più sane. I confini emotivi sono fondamentali per il benessere psicologico e relazionale.